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Felipe Melo: “Se non fossi diventato un assassino, oggi sarei un calciatore”

Felipe Melo: “Se non fossi diventato un assassino, oggi sarei un calciatore”

MILANO – La Turchia e le tibie scricchiolanti dei kebabbari sono ormai lontani, e, a quest’età, é ora di primi bilanci anche per Felipe Melo.

Ai microfoni di Marcia, il brasiliano la tocca piano: “mi sento come Gesù, abbiamo anche l’età in comune, ma sono più determinato in mezzo al campo, io.

E sicuramente, come lui, so di aver commesso degli errori, in vita mia.

Ma, al contrario di lui, io ho capito i miei sbagli in tempo. Per questo sono qui.”

Alla fatidica domanda sulla stagione dell’Inter, risponde pacatamente: ” ‘se non fossi diventato un assassino, oggi sarei un calciatore.’ Lo diceva sempre mio nonno, che però uccideva la gente con la frutta che vendeva.

E tocca dirlo anche a me, con una punta di rimpianto… in un’altra vita avrei già portato la champions a Milano. E non per forza rubandola con Brozovic.”

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Sōzokujin Van der Uil

Sōzokujin Van der Uil

Datemi una graffetta e unirò i fogli volanti.
Non crediamo di avere problemi di personalità multiple.